Chicche sfuse

“Ballate della notte scura” di Sclavi e Secondamarea

ballateDalla penna di Tiziano Sclavi, Ballate della notte scura (SquiLibri), sedici liriche musicate dal duo Secondamarea (Andrea Biscaro e Ilaria Becchino) e impreziosite dai disegni di Max Casalini, che conducono in quelle atmosfere da incubo evocate dal padre inventore di Dylan Dog, passando per le pieghe esistenziali del suo vissuto e raccontando la formazione sentimentale di una generazione piena di paure, cresciuta nella frustrante sensazione di non essere mai dove avrebbe voluto essere.

Un progetto nato nel 2005 e che culmina nell’imminente uscita, a fine marzo, di questo cofanetto (libro+cd già prenotabile dal sito dell’editore), un incontro perfetto e quasi naturale tra la forza poetica dei testi di Sclavi e la sensibilità musicale dei Secondamarea, da sempre impegnati nell’esaltazione delle intrinseche sonorità appartenenti alla poesia, come dimostrano i precedenti lavori dell’affiatato duo su autori come Dino Campana, Alda Merini, Pier Paolo Pasolini.

Le “Ballate della notte scura” , rompendo una sterile separazione tra le arti, fondono voci e ritmi di chitarre, tastiere, pianoforte, fisarmonica e batteria, e tirano fuori tutta la musicalità delle parole di Sclavi, nelle quali l’orrore quotidiano, più che da mostri, zombie e vampiri, è popolato dai fantasmi comuni e reali della solitudine e dello straniamento.

Il risultato sono queste struggenti e coinvolgenti ballate, che promettono di volare dritte dritte al cuore.

Se ascolterete “Il lungo addio”, brano in anteprima sul sito dell’editore (CLICCA QUI PER ANDARE AL SITO), come sto facendo mentre scrivo questo pezzo, vedrete, anzi, sentirete, quanto ho ragione.

Ma ora, facciamoci raccontare dai Secondamarea qualcosa in più su  “Ballate della notte scura” e sulla loro attività.

Come è nata la collaborazione con Tiziano Sclavi? Una decina di anni fa mettemmo in musica “…”, uno splendido testo di canzone tratto da “Il lungo addio”, forse il più bell’albo di Dylan Dog. Inviammo il provino alla Bonelli e dopo pochi giorni ci telefonò Sclavi in persona per complimentarsi: la canzone gli era piaciuta moltissimo. Ci disse anche che uno dei suoi sogni era sempre stato quello di diventare cantautore. “Mi è sempre andata male, però. Tra l’altro sono stonato come una campana!”, fece lui con una timida risata. Tutto finì lì. Ognuno tornò alla propria vita, finché qualche anno fa leggemmo “Il tornado di valle Scuropasso”, l’ultimo romanzo di Tiziano. Ed ecco di nuovo due meravigliosi testi di canzone ad arricchire la prosa di Sclavi e a stimolare la nostra fantasia di musicisti. Li mettemmo in musica subito, il risultato ci piacque molto. Fu in quel momento che pensammo: perché non facciamo un intero di disco con i testi di Tiziano? Allora gli telefonammo, lui si mostrò entusiasta all’idea. Ci spedì “Nel buio”, una raccolta di oltre cento testi di ballate, un vero e proprio canzoniere. Iniziammo a lavorare e in breve nacque “Ballate della notte scura”, ma soprattutto nacque una splendida amicizia tra noi. Il provino del disco fu presentato due anni fa in anteprima alla grande mostra di Pavia dedicata a Sclavi “I volti di Tiziano”. La canzone “…” è diventata “Il lungo addio”, il brano che ora potete ascoltare in anteprima sul sito della casa editrice.

Il brano in anteprima “Il lungo addio” è una struggente fusione di note e parole. Com’è stato dare musica e voce alle liriche di Tiziano, come siete entrati nel suo immaginario, che emozioni avete provato? È stato bellissimo, in un certo senso è stato come tornare bambini. Abbiamo rivissuto la meraviglia e i turbamenti che ci davano un tempo la lettura di Dylan Dog, ma in modo più profondo, forse, ancora più autentico. Tiziano è un grande autore, tocca tasti delicati e lo fa con grazia e stile, con un grande, infinito pudore, che commuove. Un onore per noi cantare il suo mondo.

Il vostro affiatatissimo duo non è nuovo a questo genere di progetti. In che modo, secondo voi, la musica può aiutare la poesia? Abbiamo sempre lavorato a nodo stretto con la poesia. D’altronde un tempo i versi erano cantati. Quale modo migliore per far volare lontano una poesia, sparpagliarne i semi? La musica è un mezzo velocissimo per comunicare messaggi, è un canale mistico. Pochi, pochissimi comprano libri di poesia oggi. Il canto può dare una mano ai poeti, può aiutare a sensibilizzare alla lettura. Noi abbiamo messo in musica Dino Campana, Alda Merini, Erri De Luca, Giorgio Bassani, Edgar Allan Poe, Bukowski… Ogni poeta ci regala una musica nuova, imprevedibile.

secondamarea

Andrea Biscaro e Ilaria Becchino

Secondamarea, nome d’arte assunto da Ilaria Becchino, cantante e compositrice, e Andrea Biscaro, cantautore e scrittore. Si dividono tra l’Isola del Giglio e Varazze. Pur giovanissimi, hanno riscosso nel tempo consensi e riconoscimenti sia in Italia che all’estero. Lontani da ogni cliché, esplorano con la voce e la scrittura strade e orizzonti poco frequentati dalla canzone. Tra gli ultimi lavori pubblicati: il cd “Chimera“, nato sui versi di Dino Campana, e il concept-album “Canzoni a carburo – memoria e miniera“.

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