Quanto zucchero?

Poesia e caffè al ginseng con Michela Zanarella

Oggi al “Poesia Bar” ho avuto il piacere di incontrare Michela Zanarella. Davanti a un bel caffè al ginseng abbiamo parlato delle nuvole e del cielo, della sua poesia, dei suoi sogni, dei suoi progetti. E ci ha regalato alcuni dei suoi versi.

Michela Zanarella

Barbara: Ciao Michela, che bello ritrovarsi qui! Per me il solito caffè, per te? E… intanto che aspettiamo, che mi racconti?

Michela: Ciao Barbara, è davvero un piacere ritrovarsi davanti ad un caffè, per me al ginseng, grazie…Visto che siamo in attesa ti anticipo cosa sto organizzando.
Sto preparando diverse iniziative legate al mondo della poesia e della cultura in genere, tengo molto alla “Ragunanza” sulle orme di Cristina di Svezia, è una sorta di ripresa degli incontri letterari che Sua Altezza teneva con gli intellettuali nel bosco del Parrasio. Noi vogliamo ripristinarle in chiave moderna, le “Ragunanze”, come le chiamava lei, e faremo il primo incontro il 28 aprile a Villa Pamphilj a Roma. Ovviamente sei invitata, anche tu sei sempre molto propositiva con la poesia e la scrittura!!!

Barbara: Grazie, è davvero una bella iniziativa, parteciperò con piacere. Io credo che la poesia abbia bisogno di questi incontri, del calore di una stretta di mano, dell’emozione di una voce. Vorrei sapere che ne pensi tu, visto che sei sempre così attiva nell’ambito degli eventi poetico-letterari…

Michela: La poesia ha bisogno di emozioni vere, vissute sulla pelle, la condivisione è fondamentale, non sempre il virtuale può bastare, gli incontri tra poeti, tra persone che condividono le stesse passioni, servono proprio a rendere tutto più autentico. Ampliare le amicizie, trovarsi insieme a fare esperienze, ad esprimere pensieri penso sia un’ottima cosa a livello umano, non limitiamoci solo ad un click e ad un “like” su Facebook, viviamo al meglio.

Barbara: Mi trovi d’accordo. Io credo che anche Facebook e il web in generale possano essere utilizzati in modo creativo nella promozione della poesia, per esempio sfruttandone il potenziale visivo…penso ai booktrailer o alla tua rubrica Poesia Viva

Michela: Sì, il booktrailer è un ottimo mezzo per diffondere ad ampio raggio visivamente la poesia o la narrativa. Youtube consente a milioni di persone di scegliere quale video visualizzare, gli autori possono proporre le loro poesie ed i loro libri, realizzando filmati che stimolino creatività a 360°. La Rubrica Poesia Viva, che ho ideato assieme ad Elisabetta Bagli ed Andrea Leonelli, con la collaborazione dell’attore Giuseppe Lorin, nasce per dare spazio ai poeti che magari non riescono facilmente a farsi notare, con un semplice video si può essere visti da utenti che non avremmo mai immaginato di raggiungere. Devo dire che questa iniziativa piace, la poesia se letta da un professionista, cambia aspetto, si veste di un’eleganza diversa. Riceviamo tante poesie ogni settimana e ci siamo prefissati di leggerle tutte, per dare ad ogni poeta questa opportunità. Non intendiamo escludere nessuno. Le testimonianze d’affetto di chi ci segue poi ripagano di tutto.

Barbara: Mi piace, la trovo una forma di avvicinamento e di incontro con la poesia che la rende piacevole e insieme la valorizza. Ma tu, che hai scritto ormai molte raccolte, come ti sei avvicinata alla poesia? Mi vengono in mente questi tuoi versi…”Una luce di anni/ mi fissa negli occhi/ come un paradiso/che cresce velocissimo/ in ogni sillaba della mia mente

Michela: Il mio incontro con la poesia è stato davvero particolare. Ho iniziato a scrivere dopo un tragico incidente stradale. Non so nemmeno dare una logica a questo mio avvicinamento alla scrittura. Ho iniziato quasi per gioco e le prime poesie non posso nemmeno considerarle tali, poi sono seguiti anni di studio e corsi di scrittura creativa, la poesia necessita di un percorso di costante impegno e approfondimento, non si smette mai di apprendere e ancora ho molta strada davanti a me, tanti ostacoli da superare, tante lacrime ancora da versare, si, la poesia è anche sacrificio e sofferenza, è come la vita stessa, ti mette alla prova costantemente. Quell’incidente mi ha cambiato dentro e fuori, uscirne viva è stato un miracolo, una nuova rinascita e la poesia è stata la mia luce per riprendere il cammino, con la consapevolezza dei miei limiti e delle cose che realmente contano.

Barbara: E devo dire che nella tua poesia si avverte, è proprio il caso di dire “a pelle”, la sofferenza. Una sofferenza che però non si esaurisce tra le pieghe della carne, ma vola verso l’alto…sono molti i tuoi riferimenti al cielo, alle nuvole, all’azzurro…quanto conta l’osservazione di quel che ti sta intorno (in questo caso, sopra!), da dove nasce la tua ispirazione?

Michela: La natura, gli elementi che la regolano, la costante osservazione del cosmo sono infatti la fonte da cui attingo per scrivere, mi affido al mondo, a ciò che accade intorno a me per esprimermi in versi. Sono molto legata alla mia terra, non a caso una buona parte delle mie poesie racconta la pianura, le nebbie padane che mi hanno accompagnato per anni. Le origini venete sono ben radicate, nonostante io viva a Roma da tempo ormai. La poesia mi aiuta ad annullare distanze con la famiglia, con gli ambienti a me cari, è come se tutto fosse sempre presente, non solo nella mia mente, anche visivamente.

Barbara: La poesia come tensione verso l’alto e come tensione verso l’altro. Me ne scrivi una che ti è cara, così la facciamo leggere agli amici del blog? Io mi porto sempre dietro il mio taccuino giallo…ecco, scrivi qui!

Michela: Non è facile la scelta, però scrivo questa per gli amici del blog…

M’ INCATENO ALLE ORIGINI

M’ incateno alle origini
della luce,
disfo un tramonto appena
poesia mi tocca,
creo con le labbra la sorte
di un orizzonte che esalta
umane villeggiature d’ossa.
Mi riposo nell’improvviso vibrare
di nuvola,
incrociando fiumi di silenzio
all’estroso azzurro di un popolo
d’istanti.
Incarnata nell’esilio di terra
ed acqua
mi allaccio al vento, m’ abbandono al fuoco.
Ad occhi pieni di mondo
intorno al sole
passo immobile ad esistere
e come Dafne
eterna mi faccio bosco d’ulivi.

Barbara: Che meraviglia…Dafne mi fa pensare subito all’alloro: dunque, prima di lasciarci, mi dici qual è stata la tua più grande soddisfazione in poesia, e cosa sogni ancora?

Michela: La più grande soddisfazione in poesia? Vedere un bambino di nove anni con il mio libro, è stata una grande emozione, pensa che lo ha portato a scuola, dicendo a tutti gli amichetti che mi aveva incontrato di persona, non posso desiderare di più, essere apprezzata anche dai più piccoli è un grande traguardo.
Sogno di continuare ad emozionarmi scrivendo non solo poesia e spero di poter dare un po’ di gioia a chi mi legge. In fondo nella vita sono le piccole cose a gratificare maggiormente.

Grazie di cuore a Michela per le sue parole, per i suoi versi e per averci raccontato quanto può far bene la poesia. Se volete conoscere meglio Michela Zanarella ecco a voi IL SUO BLOG.

E arrivederci alla prossima chiacchierata.

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