Letture al tavolo

“Minore di Diesis” – A.Cacciavillani

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In “Minore di Diesis”, di Andrea Cacciavillani (Galassia Arte, 2013), risuona, fin dai primissimi versi, un indefinito passato, a volte vicino altre lontano, un tempo che, come una rondine, ritorna, nel quale la nostalgia, presente, è una compagnia buona: “Il riflesso di una partenza/ non è altro che un ritorno,/ è carta scritta/ e matite a rondini”. Tra un respiro regolare e un batticuore la poesia di Cacciavillani nasce infatti dall’ascolto di quella musica che sta dentro le cose, sotto le cose, tra le cose e alle loro estremità. “Al limite degli occhi” e “ai bordi di un sorriso” la raccolta trova spunto nell’incontro con la poetessa Fabiana Grasso (autrice anche dei disegni contenuti nel libro), una compenetrazione poetica che non sfocia in sterili intellettualismi, ma che, anzi, si percepisce in tutta la sua carnalità e nelle sue terrene radici di sentimento. Un dialogo in poesia capace di strutturare il reale come un pensiero pieno e condiviso, che consente all’uomo di conoscersi e riconoscersi nell’incontro, nella fusione con l’altro da sé: “Non ti ho inventata/ ti ho trovata subito dopo il crollo della mia anima/ pronto a capire chi noi fossimo”. Ma, ancor prima del pensiero e del sentimento, vive l’istante, l’istinto, la percezione: “Alla fine quel che resta/ è un’intuizione,/ un bioccolo di parole/ per imbastire sogni/ che si attaccano agli orli dell’anima/ diventando così lembi di reale”.  E nella successione degli istanti, il tempo, inteso come categoria della mente, scorre, si struttura e si rimodula, mescolando il giorno, la notte, le ore e le stagioni, in un malinconico “ritmo quasi autunnale”, nel quale, però, nascono, spontanei, i papaveri  “e occhi ad osservare quelle voglie antiche/ che sbocciano tra lo sparire e il divorare”. In “Minore di Diesis” la quotidianità scorre ripetendosi e soltanto l’emozione del momento, forse, riesce ad alzarla di un semitono, perché sono proprio le note dell’anima e della poesia quelle che cantano di noi, quelle che contano, quelle che vibreranno a nostro nome, oltre la stessa carne: “avrò sempre dieci anni di meno della mia anima/ sarò un “perché” caduto per strada/ innocentemente perduto”.

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Andrea Cacciavillani è nato nel 1970 ad Agnone, in provincia di Isernia. Ha pubblicato la silloge “Icaro – Cuori di cera” (Adriano Gallina editore – Edizioni del Delfino, 2002) portato in scena in diversi teatri italiani; il romanzo “Porte” (Michele Pascale Editore, 2003); il romanzo “Labirinto paradiso” (Alpha Libri – Edizioni della Meridiana, 2005) dal quale è stato tratto l’omonimo mediometraggio; “Assolo per Clarinetto – l’amore in 25 tracce” (Sovera Edizioni, 2010) in collaborazione con Radio Kiss Kiss Network; il romanzo “Sogni a bassa risoluzione” (Eiffel Edizioni, 2011). Dal 2006 al 2009 è stato poeta e scrittore per il network radiofonico Radio Kiss Kiss. Collabora con il periodico settimanale nazionale “Cultura e dintorni” ed è il paroliere del gruppo musicale pop rock “Tabula osca”. Se volete conoscere meglio Andrea, ecco il suo sito


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