Quanto zucchero?

Caffè viennese con Daniela Cattani Rusich

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Dopo qualche mese dal primo incontro io e la mia amica Daniela Cattani Rusich ci siamo ritrovate qui al PoesiaBar e ci siamo messe a parlare davanti a un bel caffè con panna.
Tra una chiacchiera e l’altra Daniela mi ha confidato anche una bella novità riguardante la sua attività letteraria… Buona lettura!

B: Ciao Danj, come promesso ci siamo ritrovate qui! Che ti prendi? Io, oggi, vado con un caffè con panna… l’autunno per me è la stagione dell’amore… ho voglia di dolcezza.
D: A chi lo dici! Fosse per me , io farei colazione col salato, non sono una “zuccherosa”, ma in questo periodo… Facciamo due caffè con panna e cacao, ci sto! 😉 Io però amo il sole, l’autunno è una stagione splendida, ma le giornate uggiose  mi deprimono… comunque adoro le castagne 🙂
B: Beh, i tuoi gusti ti rispecchiano… anche la tua poesia mi sembra poco “zuccherosa”… si sentono molto la carne, le lacrime, il sangue…(sì, l’autunno è bello quando è rosso e soleggiato!)
D: Sì, è vero! L’autunno di fuoco è il mio preferito, è come l’ultimo grido d’amore dell’estate. Quanto ai gusti, in effetti credo mi rispecchino abbastanza, sì. Non amavo i dolci nemmeno da bambina. Non sono stata tirata su a coccole, i mie erano due tosti e mia madre metteva aglio, cipolla e paprika dappertutto! 🙂
B: Dici bene, un “ultimo grido d’amore”. La primavera mi ha sempre fatto pensare ad un risveglio sensoriale… l’autunno, invece, lo associo a un amore maturo.
Ma tu cosa ti porti dietro della tua infanzia? Visto che sei così così brava con le immagini, oltre che con le parole…dammi tre flash di Danj bambina, così, come ti vengono… per esempio, secondo me un po’ di paprika ti è rimasta 🙂
D: Eh sì, ogni tanto me ne devo scrollare un po’ di dosso 😉 Danj bambina… : serpenti e diavoletti [li sognavo di notte nei sonni agitati], il cinema nelle domeniche d’inverno, con mio padre, le corse nei prati dietro alle farfalle in primavera-estate, sempre con papà. La capacità di stupirmi e la voglia di conoscere sempre cose nuove me le ha trasmesse lui.
B: Che bello. In fondo, poi, la poesia è stupore. Un serpente che scivola via, una farfalla che non si fa acchiappare…c’è invece qualcosa che senti di aver perso per sempre? Qualcosa che neanche l’amore per il verso riesce a sanare?
D: Sì. In questo momento la vista, ad esempio, correggimi i refusi, ti prego! 🙂 A parte gli scherzi, ho perso per sempre la salute, ma quello è stato un po’ per colpa mia che sono stata troppo scavezzacollo da giovane (ma anche sfortunata però). E poi una famiglia mia, una famiglia che ho sempre pensato non avrei mai avuto e così è stato. Ma non rimpiango nulla. E due cose non le ho perse mai: il sorriso, l’ironia.
B: Qualcuno dice che il sorriso non sia una qualità delle persone felici, ma delle persone forti…credo che sia davvero così. Anche io sorrido spesso, ed è l’ennesima cosa che abbiamo in comune. Senti, l’altra volta prima di andare mi hai detto che avresti voluto farmi delle domande. Quindi ora voglio farti una domanda bizzarra: hai qualcosa da chiedermi? 🙂
D: Ah sì… ma non mi ricordo le domande!!! No, scherzo, adesso ci penso.
Intanto ti dico che sono d’accordissimo riguardo il sorriso.  È forza, vitalità, energia interiore. Sai, riuscivo a sorridere anche in ospedale in situazioni davvero drammatiche.
Ecco, domanda: Perché bevi tutti quei caffè se poi dici che dormi male? Non credi che una camomilla prima di dormire potrebbe aiutarti?
B: Perché anche io sono un po’ scavezzacollo! 🙂 In realtà dopo cena bevo soltanto orzo. Ma ormai il caffè è diventato fonte d’ispirazione…scrivo con caffè misto a inchiostro…
D: Ma hai ancora un bel colorito però 🙂 Qual è il momento della giornata che preferisci? E quale il momento che scegli – o ti sceglie – per scrivere?
B: Forse un momento non c’è (ho sempre il taccuino con me). In realtà però c’è un luogo: la finestra. Se dovessi scrivere un nuovo libro lo chiamerei “Finestra Poesia”, o qualcosa del genere. E tu?
D: Bello! Io sono poco abitudinaria. C’è stato un periodo in cui tutti i pensieri migliori, i versi, certe sonorità mi venivano in mente mentre guidavo. Così li segnavo sul telefonino, ma al terzo incidente ho smesso. [Ehm] Ho avuto il periodo notturno, periodo periodico direi, per tutti noi che abbiamo confidenza con la poesia. Ora forse è il risveglio. In ogni caso, credo che lo stato migliore per scrivere sia lo stato di coscienza semi-sospesa, quello tra la veglia e il sonno ad esempio, in cui tutto è fluttuante, onirico, possibile.
B: Sì, è vero, quando si scioglie la linea di confine tra sogno e reale, un momento meraviglioso, che però bisogna affrettarsi ad afferrare. “Andrò sempre dove mi porta il sogno”, mi hai detto l’altra volta. Era gennaio. In questi mesi, qualcosa è cambiato? Qualche piccolo sogno si è realizzato? Ne sono nati di nuovi?
D: Sì… Temo di essere una produttrice di sogni a getto continuo! Intanto, nel luglio scorso, mi sono trasferita in Toscana: era tempo che volevo lasciare la pianura per climi e paesaggi più intonati alla mia mia anima. Ho una bellissima vista sul tramonto e sul mare, perché sono in collina, orientata a sud-ovest e davanti ho la valle. Poi ho incrementato la mia attività di creatrice di gioielli, che sta andando benino, meglio di quanto pensassi. Credo che presto avrò una “socia” artista: stiamo lavorando per ampliare la gamma di prodotti, che saranno sempre più originali e personalizzati/bili (il sito di Daniela è http://www.baida.it, n.d.r.). Last but not least, sta finalmente entrando in porto la mia terza silloge, alla quale sono riuscita a lavorare con una lentezza mai sperimentata prima, tra un editing e un reading, un wrapping wire e un… mercatino 🙂
Tra i sogni da realizzare ci sarebbe un bel laboratorio artigianale, un’associazione culturale e tanti begli eventi da organizzare…
B: Un nuovo libro? Wow! Io e gli amici del blog possiamo sapere in anteprima il titolo? P.S. Spero tanto di organizzare un bell’evento insieme, un giorno, ora che siamo più vicine…
D: Sìììì, affare fatto per l’evento insieme, Barbara! Il titolo sarà “Arché“, che in greco è il principio generatore, l’energia da cui tutto proviene e a cui tutto ritornerà.
B: Molto promettente! Allora ti aspetto ancora qui per parlarne insieme, quando uscirà. E, nel frattempo, buon viavai di sogni! 😉
D: Anche a te, tesoro. Grazie di cuore, a presto.

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4 thoughts on “Caffè viennese con Daniela Cattani Rusich

  1. Pingback: Parlando di poesia ed altro…. | sottovoce

  2. “C’è stato un periodo in cui tutti i pensieri migliori, i versi, certe sonorità mi venivano in mente mentre guidavo. Così li segnavo sul telefonino, ma al terzo incidente ho smesso…”…..
    …pure a me quest’abitudine ha portato a una guida eccessivamente “sportiva”…ihihih

    Ringrazio Barbara e Daniela per avermi dato l’occasione di fermarmi in questo luogo bellissimo ad assaporare le loro voci, mescolate al sapore di Poesia e Caffè…
    :***

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