Chicche sfuse

Tra poesia e ambiente: intervista a Daily Green

badailygreen

Cari amici lettori, vi segnalo la mia intervista al quotidiano Daily Green, dove parlo della mia poesia e della mia terra, da sempre fonte d’ispirazione.
A seguire un breve estratto dell’intervista realizzata da Simone Morichini, che potrete continuare a leggere al link originale.

Solo et pensoso i più deserti campi/vo mesurando a passi tardi et lenti/et gli occhi porto per fuggire intenti/ove vestigio human la rena stampi. Di solito li immaginiamo così i poeti, proprio come Francesco Petrarca ha ritratto se stesso nel Canzoniere: sempre presi dal flusso interiore dei loro pensieri riguardanti la natura, l’ambiente e le persone. E, al giorno d’oggi, lo sviluppo delle nuove tecnologie e dei social network non ha minimamente scalfito l’aura magica che avvolge lo scrittore in versi. Può capitare così che, navigando in Internet e “sfogliando” le pagine di Facebook, ci si imbatta in poeti e poetesse che riescono a trasmettere in rete le stesse sensazioni tipiche del comporre rime e quartine proprio come al tempo di Francesco Petrarca. Della passione che spinge a scrivere poesie, della poesia contemporanea e del rapporto tra poesia e ambiente ne abbiamo parlato con una giovane e promettente poetessa umbra, Barbara Bracci.

Barbara, com’è nata la tua passione per la poesia?
La passione per la poesia è esplosa durante gli anni dell’Università quando, libera dagli schemi un po’ rigidi della scuola dell’obbligo, ho cominciato a leggere tanti libri di poesia, soprattutto contemporanea, e a scrivere in versi; Libra, la mia prima raccolta, risale proprio a quegli anni. In realtà però ho sempre amato la poesia e credo che questo amore viscerale, prima di sfociare in tutta la sua forza, scorresse dentro di me come un fiume silenzioso. A questo proposito porto con me un ricordo prezioso: ero bambina e, seduta sull’altalena davanti casa, scrissi un piccolo componimento in rima su un quadernino di carta riciclata dedicato a una quercia in mezzo al campo, che dominava maestosa il paesaggio. La scrittura è sempre stata la mia forma privilegiata di espressione e ora vivo quel momento come una sorta di iniziazione alla poesia, anche se la consapevolezza di ciò è venuta molto dopo. Da allora infatti tante cose sono cambiate, altre sono rimaste uguali: quella quercia non c’è più ma l’ambiente di fronte a me è ancora una inesauribile fonte di ispirazione, anche se adesso il rapporto con la poesia è illuminato e rafforzato da una diversa coscienza e da un nuovo rigore.

CONTINUA A LEGGERE SU DAILY GREEN

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