Letture al tavolo

Love Traffic di Davide Rizzo

rizzo

Love traffic” (Ibiskos Editrice Risolo, 2011), raccolta di poesie di Davide Rizzo, ha in sé, come suggerisce il titolo, un incrocio di temi e stili: l’io lirico cede spesso la voce alla denuncia sociale, l’espressione colorita incontra le forme espressive classiche, alle immagini caotiche si sovrappone quella di un “gallo che aspetta l’alba” o di una “bruma sotto il portone“.  Eppure, la poesia di Brizzo, alter ego dell’autore, fluisce senza contrasto, perché la soluzione di continuità deriva dallo slancio interiore e da un consapevole disincanto: “centomila modi per dirsi/come/amplesso/ infinito/ sfinirsi” (da “Nightclubbing“).
Ma se dalle situazioni di vita sociale il poeta fa emergere i lati peggiori dell’uomo e l’inganno del vivere, nel rapporto amoroso si rivelano le vere, autentiche tracce di una dolente umanità: ” […]tracce di amore ovunque/ tracce di amore ovunque/ tracce di amore ovunque. Tracce di.
In questo l’amore sembra essere simile alla poesia, come atto di coraggio, scoperta del sé, incontro dell’altro: “viene assolutamente spontanea la rima/ con grandi amori“, scrive l’autore in “Del poetare”.
Amore e poesia che in “Love Traffic” rifuggono idealismi e smancerie: essi sono infatti vivi, presenti, carnali e non disdegnano la parola forte, capace di incarnare al meglio la rabbia, l’urgenza di vivere, la passione.
Una parola che non porta in sé risposte o quesiti filosofici ma che descrive semplicemente l’esistenza, una parola cosciente del suo essere imperfetta: ” E io anche così ti amo/ una parola abusata, ricalcata in mille modi” (da “Meglio di me“). Una parola che dice il mondo senza volerlo sanare, una parola che sa osservare, una parola che, forse, fa male: “La poesia ha più spine/ di un mazzo di rose.” (da “Lontano“).
E allora perché si scrive?
Forse perché, tramite la parola poetica, ci si proietta al di fuori del proprio personalissimo limite, senza per forza volerlo superare, ma riconoscendo l’altro (e il mondo) nell’atto di dirlo: “Se ti scrivo / divento te“.
Così da sentirsi, forse, meno soli, in mezzo a questa variegata umanità, in mezzo a questo traffico.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s