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Tra l’aria senza forme

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Tra l’aria senza forme“. In questa nuova raccolta di Ada Crippa (Caosfera, 2016), dominano la luce, e l’impermanenza. Condensate nell’immagine della neve.

La rima, sempre delicata e attenta, non crea sovrabbondanza, ma lascia al lettore l’idea e la sensazione di una sospensione, più che di una tensione, tra cielo e terra.

Vita incorporea/ contrapposta/ alla materia/ che salva”. La vita, tra questi versi, come “esili rami” o come fili di ragnatela, è fragile, non eterna, eppure solida in questa sua esistenza/ r-esistenza.

Alla caducità si sostituisce lo stupore del mutamento, nell’immagine di un paesaggio, di un fiore, di un cangiante tramonto.

A guidare l’opera sono la sensazione, l’impatto con la natura e le cose, il tatto, la fantasia, nella ricerca di una osmosi poetica tra il cielo e la terra; anche quando domina una certa idea di irraggiungibile distanza, lo fa con candore e pacatezza: “l’attorno ha tentacoli/ e il cielo è lontano”.

La neve è dunque simbolo cristallino della solidificazione estetica della vita: copre e rivela, gela e riscalda gli occhi, urla meraviglia e impone silenzio. Insegna lo stare al mondo “con i piedi di neve”, l’equilibrio, il freddo, la bellezza, l’altrove, la primavera. Neve che parla degli uccelli, pensando alla Dickinson.

Una rarefazione che è presenza, non astrazione: nella terza sezione della silloge la protagonista è una Rosa Guerriera “dissepolta”, a rivelare, dal profondo del proprio rossore, il pulsante vitale che palpita sotto le cose e la predisposizione al volo verso quel cielo, dopotutto, vicino, e carico di nuovi incontri e connessioni: “Sentire la forza nelle ali/ e spiccare il volo/ come un falco/ dalla rupe/ al mare.”

L’occhio creativo della poesia compatta l’esperienza e, dal cuore del sentire, unisce mondi nel presente, amalgama il visibile, avvicina chimere. “Tra l’aria senza forme”è un modo profondo di vedere, sentire e immaginare le vene del mondo, sotto un film di neve: “[…] dall’oscurità dei ciechi/ la percezione della vita/ a pelle nuda sento”.

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One thought on “Tra l’aria senza forme

  1. quando leggo il pensiero critico delle persone che amo e stimo, mi prende un senso di immobilità. mi fermo stabile sulle parole e non so andare oltre, come se dovessi trattenere stretto un tesoro da custodire e il respiro di quegli attimi. sorge spontaneo il senso della gratitudine e vorresti restituire nell’immediato il piacere che in quell’istante si sta ricevendo. Grazie, Barbara, dei tuoi pensieri, delle tue parole, del tuo tempo e un abbraccio infinito Emoticon heart

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